Di seguito alcune delle iniziative organizzate in Lombardia in occasione della settimana della lettura
Titolo evento:Saper leggere nell’era digitale – Istruzioni per l’uso dei testi in rete Organizzato da: Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori In collaborazione con: Biblioteca Mediolanensis – Regione Lombardia Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura – Fondazione Cariplo Data: 16 aprile, ore 9.00-17.30 Dove: Biblioteca Nazionale Braidense – Milano – via Brera 18 Tipologia evento: Giornata di studi Descrizione:
La giornata di studi intende offrire agli insegnanti qualche coordinata di metodo sui problemi legati alla lettura nell’era digitale e alcuni strumenti e materiali operativi per un lavoro in aula (modelli di schede, schemi, immagini, minibibliografie, piccoli repertori di citazioni correderanno tutti gli interventi). La riflessione si svolgerà in due direzioni: a partire dall’orizzonte in cui avviene la formazione della competenza di lettura e della competenza letteraria, e muovendo dall’uso del testo, dalla ricerca-incontro con i singoli testi che il lettore compie e vive, sulla base delle proprie specifiche esigenze e delle proprie caratteristiche di fruitore, di cui deve imparare ad acquisire consapevolezza.
Target destinatari: Docenti delle scuole di ogni ordine e grado, in particolare della scuola secondaria di primo e secondo grado Iscrizioni:comunicazione@fondazionemondadori.it
tel. 02.39273061 – fax 02.39273069 Recapiti per informazioni: Luca Maccarelli Link al sito:www.portaletture.org
Titolo evento:Binario 21 – Memoria delle Memorie Organizzato da: Associazione Figli della Shoah In collaborazione con: Liceo Candiani di Busto Arsizio Data: 16 aprile, ore Ore 15.00-18.00 Dove: Memoriale della Shoah di Milano – Via Ferrante Aporti, 3 Tipologia evento: Incontro con i docenti Descrizione:
L’incontro verterà sull’approfondimento delle tematiche della Shoah (Politiche di repressione del Nazismo; Gli Ebrei nell’Italia fascista).
Titolo evento:Poesia in musica / musica in poesia Organizzato da: Associazione culturale “Repetita Iuvant” In collaborazione con: Accademia Tadini di Lovere Data: 16 aprile, ore 18.00 Dove: Accademia Tadini, via Garibaldi, Lovere Tipologia evento: Performance musicale Descrizione:
Vengono cantate liriche con testi di Walter Scott, George Gordon Byron e Ippolito Pindemonte. Si tratta di un vero e proprio itinerario poetico con la musica popolare nell’Europa tra ‘800 e ‘900, con la partecipazione dell’ensemble Quartetto Loco (trio di chitarre classiche e baritono)
Target destinatari: Docenti, studenti, altri dal territorio Iscrizioni: Non occorre iscriversi o prenotare Recapiti per informazioni: Fabio Molinari – 347 7633399
Titolo evento:Concerto del Pianista Alexei Volodin e lettura di brani letterari e poesie Organizzato da: Serate Musicali In collaborazione con: Regione Lombardia – Ministero dei beni e delle Attività Culturali – Comune di Milano Data: 16 aprile, ore 21.00 Dove: Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano Tipologia evento: Performance musicale (con musiche di Schubert, Beethoven, Ciaikowski e Kapustin) e lettura di brani letterari e poesie Descrizione:
Performance musicale e lettura di brani letterari e poesie.
Target destinatari: Docenti, studenti Iscrizioni: Sono a disposizione 200 posti gratuiti.
Per prenotare occorre contattare la biglietteria di Serate Musicali.
Inviare una email a biglietteria@seratemusicali.it oppure telefonare a 02 29409724, dalle 10.00 alle 17.00 dal lunedì al venerdì. Recapiti per info: Francesca Sivori
Titolo evento:“La via stretta: vendetta, giustizia, perdono nei Promessi sposi”
Già inserito nel Piano Regionale “Scuole, spazi di democrazia per promuovere la legalità”
Organizzato da: Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale – Università cattolica del Sacro Cuore Data: 17 aprile, ore 10.00-13.00 Dove: Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2, Milano Tipologia evento: Incontro di formazione inserito anche nel Piano di lavoro Scuole, spazi di democrazia per promuovere la legalità Descrizione:
Il tema della giustizia è centrale nella riflessione manzoniana: basti pensare alla Storia della Colonna infame. Esso compare anche nei Promessi sposi, dove percorre l’intero libro: dall’Introduzione, in cui l’anonimo si domanda come sia possibile che in un mondo retto dal “Re Cattolico nostro Signore” siano possibili tanti “atti tenebrosi, malvagità e sevitie”, alla conclusione, che sembra sanare tutte le ingiustizie patite da Renzo e Lucia, ma apre in realtà alla consapevolezza che le vicende si ripeteranno, sotto altra veste e con altri personaggi. Non sorprende, quindi, che il personaggio principale, Renzo, sia guidato da un’ansia di giustizia che si manifesta fin da subito e che trova sfogo in una famosa battuta: “A questo mondo c’è giustizia, finalmente!”. Ma questo desiderio di giustizia è ancora troppo simile alla vendetta, quella che Renzo desidera prendersi contro don Rodrigo, quando sogna di ammazzarlo a tradimento. Molta dovrà fare Renzo per restituire alla parola ‘giustizia’ il suo significato più vero e a trasformare la volontà di vendetta in offerta di perdono. I promessi sposi confermano così la loro straordinaria attualità, offrendoci un punto di vista inedito e sempre valido anche sulle vicende terribili di un presente in cui la logica della vendetta sembra di nuovo sul punto di diventare la chiave regolatrice dei rapporti tra gli uomini e tra i popoli.
Target destinatari: Docenti delle scuole di ogni ordine e grado e studenti della scuola secondaria di secondo grado Recapiti per informazioni: Annamaria Romagnolo, annamaria.romagnolo@istruzione.it Iscrizioni:www.requs.it, sulla home page, cliccare su iscrizione eventi Link alla pagina Web dedicata:www.requs.it
Titolo evento:“Shakespeare alla sbarra.
Legge giudizi e pregiudizi nel Mercante di Venezia e nell’Otello”
Già inserito nel Piano Regionale “Scuole, spazi di democrazia per promuovere la legalità”
Organizzato da: Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale – Università cattolica del Sacro Cuore Data: 18 aprile, ore 10.00-13.00 Dove: Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto, 2, Milano Tipologia evento: Intervento formativo rivolto a insegnanti inserito anche nel Piano di lavoro Scuole, spazi di democrazia per promuovere la legalità Descrizione:
Al centro dell’analisi sono i due processi messi in scena da Shakespeare, rispettivamente, nel Mercante di Venezia e nell’Otello. I due processi, per i problemi legali e morali che sollevano, hanno il loro comune denominatore nel pregiudizio razziale – pregiudizio in senso etimologico: il giudizio finale è fortemente, quasi obbligatoriamente, influenzato da idee preconcette su un gruppo di individui. Più in generale, entrambe le storie veneziane di Shakespeare hanno al centro un problema di giustizia.
In entrambe le opere, l’amministrazione della giustizia è sbagliata, e addirittura contraffatta. Visto da vicino, il processo in cui Shylock viene condannato è una farsa, con un giudice che è una donna travestita da giudice (e si ricordi che all’epoca, e per secoli ancora, le donne non potevano studiare all’università ed esercitare le professioni forensi), e la sentenza di condanna è smaccatamente ingiusta. Otello, per parte sua, si proclama e si sente un ministro della giustizia, ma per quanto crudelmente ingannato alla fine uccide un’innocente.
Target destinatari: Docenti delle scuole di ogni ordine e grado e studenti della scuola secondaria di secondo grado Recapiti per informazioni: Annamaria Romagnolo, annamaria.romagnolo@istruzione.it Iscrizioni: www.requs.it, sulla home page, cliccare su iscrizione eventi Link alla pagina Web dedicata: www.requs.it
Titolo evento:Leggere cantando… Aida. Percorsi interdisciplinari attorno all’opera lirica Organizzato da: L’Ilopera In collaborazione con: Caran d’Ache, Archivio Ricordi, Fontemusica, Associazione culturale Numeri Primi e Archeologia Viva Data: 19 aprile, ore 10.30-12.30 Dove: Auditorium dell’Istituto Artemisia Gentileschi, via Giulio Natta, 11, Milano (fermata metro rossa Lampugnano) Tipologia evento: Performance di Teatro musicale Descrizione:
“Leggere cantando… Aida” vuole avvicinare i giovani all’Opera lirica grazie ad attività interdisciplinari proposte sia da professionisti esterni, sia da insegnanti interni coordinati dall’Associazione L’ILOPERA. Il progetto è suddiviso in tre fasi e coinvolge 20 insegnanti e 130 bambini di due scuole. Dopo una fase di formazione dei docenti e una di attività in classe, sotto la direzione del M° Zielinski ed il coordinamento generale di Christian Silva, i bambini si esibiranno sul palco leggendo, cantando e danzando sulle note dell’Aida suonate dal vivo dal violoncello di Irene Alzani. Sullo sfondo della scena verranno proiettate le immagini delle scenografie e dei costumi realizzati in classe dai bambini.
Target destinatari: La performance è rivolta a docenti e ad alunni della scuola dell’infanzia e primaria. Recapiti per informazioni: Christian Silva 02 39 43 51 00 Iscrizioni: Per assistere (fino ad esaurimento posti) alla performance finale scrivere a info@lilopera.it o telefonare allo 02 39 43 51 00
Titolo evento:Letteratura di fabbrica Organizzato da: Assolombarda Data: 20 aprile, ore 10.00-12.30 Dove: Auditorium Assolombarda, via Pantano 9 – Milano Tipologia evento: Incontro di studio Descrizione:
L’incontro è l’occasione per “raccontare” un percorso che ha coinvolto insegnanti, studenti e imprese con l’obiettivo di far conoscere la cosiddetta “letteratura di fabbrica”, realizzata in Italia nel Novecento, nella sua molteplicità e varietà di argomenti, interpreti e questioni e confrontarne il ritratto con la realtà imprenditoriale di oggi.
Target destinatari: Docenti e studenti della scuola secondaria di secondo grado Recapiti per informazioni: Magda Marsili, dri@assolombarda.it fax 0258304910
Titolo evento: Leggere e incontrare la legalità Organizzato da: Fondazione Mondadori Data: 20 aprile, ore 10.00-12.30 Dove: Da definire Tipologia evento: Dibattito aperto Descrizione:
Dopo il primo incontro del 9 marzo dal titolo “Educare alla legalità”, questo secondo appuntamento intende far incontrare gli studenti con operatori e professionisti che applicano quotidianamente regole e giustizia, nel tentativo di trovare un punto di incontro tra riflessione teorica e piano di realtà. Partecipano don Gino Rigoldi, Alberto Nobili, Adolfo Ceretti, Paolo Casarin, David Gentili.
Target destinatari: Docenti e studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado Iscrizioni: www.requs.it, sulla home page, cliccare su iscrizione eventi Recapiti per informazioni: Luca Maccarelli – comunicazione@fondazionemondadori.it 02 39273061
A questo vorrei dedicare le osservazioni conclusive. Non voglio perdere nemmeno un minuto nella disputa tra pessimisti e ottimisti, tra apocalittici e integrati, che appare sempre di più come una sorta di aggiornamento della querelle tra antichi e moderni, insomma un genere retorico di scarsa utilità. Infatti l’esito finale di questo processo è nelle nostre mani, a patto che prima di tutto cerchiamo di capire qual è l’oggetto del cambiamento. E a questo proposito la mia tesi è che occorre distinguere tra una mutazione più generale indotta dai nuovi mezzi di comunicazione digitale e una più specifica riguardante gli ebook e la lettura elettronica. Le due mutazioni non si sovrappongono e anzi, in alcuni casi, procedono in direzioni contrarie. Invece la discussione, e non solo quella giornalistica, appare spesso viziata da una confusione tra i due ambiti, così come, per quanto riguarda l’ebook, continua a dominare la scena l’uso ambiguo del termine[118] utilizzato indifferentemente per parlare del contenuto (il file) e del supporto (il device). Potrebbe sembrare una questione di lana caprina, e invece la mancanza di chiarezza, voluta o subita, dimostra ancora una volta la scarsa importanza che viene attribuita all’esperienza di lettura, che invece dovrebbe essere l’elemento centrale con cui confrontare ogni discussione sul futuro o sulla mancanza di futuro dei libri e della lettura. Finché la discussione sarà governata dagli informatici e dai tecnofili, invece che dai bibliofili e dagli umanisti, temo che la situazione rimarrà immutata.
Se esaminiamo, anche solo in una battuta, la questione della mutazione (antropologica) indotta dalle nuove tecnologie, per esempio quella su cui ha puntato il dito Nicholas Carr[119], e che viene ampiamente sfiorata e tematizzata anche nei recenti lavori di Maryanne Wolf[120] e di Stanislas Dehaene[121], ne ricaviamo un quadro che coinvolge non solo la lettura sullo schermo, non solo la lettura dell’ebook (device), ma anche la lettura del libro di carta. Non si tratta, infatti, di un mutamento delle/nelle pratiche di lettura, ossia di una possibile nuova rivoluzione della lettura, ma di un processo più generale riguardante una nuova modalità di comprensione e uso del mondo e delle informazioni (secondo i critici, addirittura di una perdita di capacità cognitive dell’homo sapiens). Anche in questo caso, comunque, sarebbe utile liberarsi delle lenti visuali della perdita e della caduta e considerare per esempio quanto la mancanza di attenzione, la memoria ridotta, l’incapacità di leggere testi lunghi, di praticare la lettura intensiva, denunciati da Carr, siano il prodotto inevitabile e forse deliberato di una società che istiga alla diversione, alla fretta, al consumo. Se il multitasking è stato celebrato e contrabbandato come fattore di produttività e di efficienza, nei rapporti di lavoro e nelle relazioni umane, non c’è da meravigliarsi che l’homo zappiens[122] sia emerso come l’erede e il becchino dell’homo legens. Ma questo processo non riguarda in modo specifico le pratiche di lettura; si tratta infatti di un mutamento che dalla società procede verso la lettura, e certo la condiziona, in tutti i suoi comparti (libro, schermo, ebook, multimedia), ma non nasce da essa. Quello di cui invece ci sembra più utile ora occuparci, sospendendo il giudizio sul primo fenomeno, è il processo inverso, che dalla lettura muove e si irradia alla società. Esaminiamo quindi alcuni aspetti di questa mutazione che si radicano nel corpo della lettura.
Note: [118] Cfr. LUCA FERRIERI, L’ebook in biblioteca: una sfida culturale, “Biblioteche Oggi”, XXVIII (2010), 7; GIULIO BLASI, Ebook, DRM e biblioteche: una mappa sintetica sulle prospettive del ‘digital lending’ per libri e altri media in Italia, “Bibliotime”, XIII (2010), 3. [119] NICHOLAS CARR, Is Google Making Us Stupid?, “Atlantic Magazine”, July/August 2008, tr. it. “Internazionale” n.751(4-10 luglio 2008); NICHOLAS G. CARR, The shallows. What the Internet is doing to our brains, New York, W.W. Norton, 2010 (tr. it.: Internet ci rende stupidi? Come la Rete sta cambiando il nostro cervello, Milano, Cortina, 2011). [120] MARYANNE WOLF, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, Milano, Vita e pensiero, 2009 [121] STANISLAS DEHAENE, I neuroni della lettura, Milano, Cortina, 2009 [122] Cfr. WIM VEEN e BEN VRAKKING, Homo Zappiens. Growing in up in a digital age, London, Network Continuum Education, 2006; BRUNO PISCHEDDA, La webletteratura della nuova Italia in “Tirature ‘11. L’Italia del dopobenessere“, a cura di Vittorio Spinazzola, Milano, Il Saggiatore / Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2011.
Il totale sopravvento (non possiamo certo dire avvento perché il processo è già abbondantemente iniziato anche sul supporto cartaceo) della lettura ibrida. Per lettura ibrida intendo una lettura che alterna e mescola continuamente i linguaggi, le fonti, le tecniche, interfacciando e interpolando testi lineari e testi multimediali, favorendo l’avvento di nuovi contenuti (come quelli del cosiddetto vook o vibro o videolibro[123]) e nuove strutture mentali.
Su questo punto credo che un ruolo decisivo lo giocheranno due questioni, una tecnica e una “strategica”. La prima riguarda i device: se nella “lettura elettronica di massa” prevarrà l’uso di device “dedicati”, come il Kindle e altri a inchiostro elettronico, credo che la situazione rimarrà più o meno quella attuale, ossia il processo di ibridazione della lettura avverrà all’interno della lettura lineare, come fin qui è avvenuto, e non attraverso un suo slittamento o spodestamento. Si può infatti sostenere che questi ebook consentano o addirittura favoriscano una lettura intensiva ancor più e meglio del libro di carta, sempre che la si voglia fare: non integrano nativamente posta elettronica, consultazione di siti web, social network e altre armi di distrazione di massa, non consentono la visione di video, facilitano, anche rispetto al libro cartaceo, la consultazione delle note, il ritrovamento di un passo per citarlo o rileggerlo, ecc . Se invece prevarrà l’uso di device come l’ipad che puntano su una lettura combinata di contenuti misti, composti di parti scritte, animazioni, videoclip, link, ecc., la situazione potrebbe cambiare[124].
La seconda questione, “strategica”, riguarda chi avrà il “comando” del processo: se avverrà sotto l’egida della lettura lineare, la trasformazione avverrà per linee interne, e comporterà la nascita di nuove pratiche e di nuovi saperi capaci di leggere “multimedialmente” un romanzo e “narrativamente” un contenuto multimediale. Se la cabina di regia sarà esterna è possibile che l’ibridazione produca effetti maggiormente dirompenti e tali da spingere a una revisione profonda della pratica di lettura per come oggi la intendiamo. Ricordiamo che già ora è materia di vivace discussione se l’avvento degli ebook e delle tavolette avrà un effetto depressivo oppure tonico sugli indici e sui livelli di lettura: alcune prime statistiche confermerebbero che, grazie agli ebook, le persone leggono di più, che il tempo usato per leggere sugli ebook viene piuttosto sottratto a quello della televisione, che gli acquirenti degli ebook sono persone diverse dagli acquirenti di libri di carta[125].
Note: [123] NICHOLAS CARR, Internet ci rende stupidi? Come la Rete sta cambiando il nostro cervello, Milano, Cortina, 2011, p. 132. Cfr. anche What is a vook? ; Vook, voce di Wikipedia. [124] Ho cercato di argomentare e approfondire questo discorso in LUCA FERRIERI, Pratiche di lettura dell’ebook in Miscellanea di studi in onore di Piero Innocenti, Roma, Vecchiarelli, in corso di stampa.
Sul punto consiglio, per ora, un certo agnosticismo. È vero che siamo di fronte a un processo impetuoso e dai confini imprevedibili, ma ricordo che, quando uscirono i primi cd-rom, si assistette a un coro di profezie sull’avvento di un nuovo prodotto e di una nuova narrativa multimediale, che avrebbe mandato in soffitta la narrativa tradizionale e cartacea. Ma nulla di tutto ciò è avvenuto, e i cd-rom oggi servono più che altro come allegati a libri e giornali (di carta). Sui mutamenti nelle pratiche di lettura sui nuovi device: Cfr.: TIM O’REILLY, Reinventing the Book in the Age of the Web, “O’Reilly Radar”; L. GORDON CROVITZ, The Digital Future of Books, “Wall Street Journal”, 19-5-2008; STEVEN JOHNSON, How the E-Book Will Change the Way We Read and Write, “The Wall Street Journal” (2009), 20-4, GEOFFREY A. FOWLER e MARIE C. BACA, The ABCs of E-Reading New Devices Are Changing Habits, “Wall Street Journal”, August 2010; ANDREW RICHARD ALBANESE, Q&A: The Social Life of Books, “Library Journal” (2006), May 15; KEVIN KELLY, Scan this Book!, “New York Times Magazine”, 14-5-2006; JOSÉ-ANTONIO CORDÓN-GARCÍA, El final del libro y el principio de la lectura: los libros electrónicos y el fenómeno iPad, (2010); MAURICIO MEGLIOLI, El fin de la era Gutenberg, el futuro del libro, las bibliotecas y la lectura, (Argentina), Vanityme, 2010 [ebook]; STEVEN LEVY, The Future of Reading, “Newsweek”, 17-11-2007; THIERRY BACCINO, La lecture électronique, Grenoble, Presses universitaires de Grenoble, 2004; ALESSANDRA ANICHINI, Il testo digitale. Leggere e scrivere nell’epoca dei nuovi media, Milano, Apogeo, 2010; CHRISTIAN VANDENDORPE, Du Papyrus à l’hypertexte. Essai sur les mutations du texte et de la lecture, Paris, La Découverte, 1999; ROGER CHARTIER, Lettori e letture nell’epoca della testualità elettronica, 2001 [ebook]; Idem, Leggere on line, che fatica, “Reset” (2006), 95; JARON LANIER, Tu non sei un gadget, Milano, Mondadori, 2010 ; CLAY SHIRKY, Surplus cognitivo. Creatività e generosità nell’era digitale, Torino, Codice edizioni, 2010. [125] Cfr.: ¿Estamos viviendo un renacimiento de la lectura gracias a los dispositivos móviles?, 2011, (18-1-2011); (12-1-2011)”>Is Mobile Affecting When We Read?, 2011, (12-1-2011); KIT EATON, iPad reading could cut into TV’s time, 2011, (17-1-2011).
La radicalizzazione dei processi di lettura interstiziale e modulare. Anche in questo caso si tratta di processi già in corso: la lettura interstiziale, ossia quella che si sviluppa e si insinua nei tempi “morti” degli spostamenti e delle attese metropolitane, è un fenomeno in crescita e che ha già meritato molta attenzione[126]. Quello che potrebbe fare l’ebook, in base anche alle sue caratteristiche tecniche e al disegno delle interfacce, è accentuare e rendere più coerente la spinta alla frammentazione e alla moltiplicazione dei “piani paralleli” di lettura. Ci si abituerebbe così a fruire di testi brevi considerandoli in qualche modo compiuti (a differenza di quel che accade oggi quando, interrompendo la lettura di un romanzo per sopravvenuti impegni, ci trasciniamo appresso il tarlo della curiosità, la sensazione di aver prodotto o subito una ferita testuale). Anche questo processo potrebbe avere due forme: una, simile a quella che si verifica nella lettura al computer, per cui siamo spinti a leggere un brano, poi a trascurarlo per inseguire un link o rispondere a una mail o un messaggio, e infine, magari a dimenticarcelo; un’altra, tipica invece dei device dedicati, in cui la frammentazione è governata e messa in conto dai processi stessi di lettura e dal suo ritmo. In ogni caso cambia, in un modo che avrà conseguenze sullo stesso postulato di leggibilità del mondo[127], la considerazione dell’unità e dell’unità di misura testuale: il contenuto testuale si restringe e insieme si allarga. Il libro a stampa come oggetto finito è veramente finito. L’unità di misura testuale non sarà più il libro o l’opera come oggi li intendiamo, ma la somma della singola lessia e della intera biblioteca, perché il singolo episodio sarà insieme autosufficiente e incomprensibile se non viene collegato alla galassia testuale che lo circonda[128]. Questi processi saranno possibili solo se, come sempre succede nelle rivoluzioni della lettura, saranno accompagnati anche da una trasformazione della scrittura. Il segno della mutazione avvenuta sarà anche qui segnato dalla nascita di nuovi “generi letterari”, di forme di letteratura modulare, di nuove modalità di scrittura[129].
Note: [126] Cfr. LORCAN DEMPSEY, Interstitial reading, “Lorcan Dempsey’s Weblog”; DANIEL CASSANY, Tras las líneas. Sobre la lectura contemporánea, Barcelona, Anagrama, 2006; CASSANY, La lectura ciudadana; LUIGI AMARA, Ciudad: Leer no es pasajero, “Letras Libres” (2004), FEB2004; VÍCTOR FOWLER CALZADA, La lectura, ese poliedro, Ciudad de La Habana, Biblioteca Nacional José Martí, 2000; GIOVANNI GASPARINI, Sociologia degli interstizi. Viaggio, attesa, silenzio, sorpresa, dono, Milano, Bruno Mondadori, 1998. [127] BLUMENBERG, La leggibilità del mondo, op. cit. [128] In particolare KELLY, Scan this Book!, ha sottolineato la “resurrezione del mito della biblioteca universale” che questo cambiamento comporta. [129] Cfr. LUCA DE BIASE, Lo spazio dei libri brevi sull’ebook, 2011.
Il tramonto della pagina e della piega. Queste due caratteristiche tecniche, che hanno segnato in profondità il libro e la letteratura moderna, sono destinate a subire una trasformazione che si rifletterà sulle tecniche e sulle modalità di lettura. Tanto la paginazione è tipica del libro quanto la mancanza di paginazione è tipica dell’ebook[130]. Il requisito di mimicità previsto da Roncaglia, cioè il principio per cui l’ebook tende a imitare in tutto e per tutto la perfezione tecnologica del libro[131], sembra condannato ad arrestarsi di fronte a questo ostacolo. L’ebook potrà al massimo produrre dei surrogati, come, sul Kindle, l’indicazione del numero di pagina al posto della fastidiosissima percentuale[132], oppure, sull’Ipad, la riproposizione touch del gesto e del suono dello sfogliar di pagine. Ma l’ebook dissolve in modo quasi definitivo la ragione stessa della paginazione, perché fa scorrere il testo in un imbuto ogni volta diverso, a seconda, per esempio, che si modifichi la grandezza dei caratteri. È il testo che da gutenberghianamente solido diventa liquido, e c’è poco da fare. I caratteri mobili sono divenuti a tal punto mobili da non esistere più come caratteri. La lettura ne risulta inizialmente disorientata[133]: mancano punti di riferimento, la memoria visiva del lettore, abituata a ricordarsi la collocazione fisica di un passo, all’inizio o alla fine del libro, in alto o in basso della pagina, a destra o sinistra, non serve più a nulla. Il testo scorre. Ma il disorientamento può essere l’inevitabile prezzo della mutazione. I lettori nativi digitali[134] potranno forse muoversi con più padronanza nella fluidità del testo, perché non è detto che la liquidità non abbia i suoi punti di riferimento e di ancoraggio[135]. Inoltre le possibilità di information retrieval offerte dall’elettronica compenseranno il deficit della memoria visiva, che è comunque imperfetta, consentendo di recuperare delle informazioni che oggi richiedono la consultazione e compulsazione di pagine e pagine, spesso senza risultato. La lettura dovrà farsi più simile alla navigazione; galleggerà sul testo e farà surf sulle sue increspature; l’occhio imparerà, probabilmente, a costruire una nuova immagine mentale del testo, a collegarla ai propri link, alle proprie note, ai segnalibri, più che ai riferimenti fisici della paginazione.
Sulla piega le cose sono ancora più complicate, perché la piega è una figura metaforica e fisica (anzi fisiologica) del libro di carta, la cui importanza è stata meravigliosamente illustrata da Michel Melot[136]: il libro nasce dalla piega, da quella caratteristica fisica che lo liberò, nei primi secoli dopo Cristo, dal bozzolo del volumen facendone un foglio che si fa in due, in quattro, in sessantaquattro. La piega è dialettica, assembla e contrappone (carne contro carne e fiore contro fiore, ossia il lato nobile della pergamena sempre opposto a quello esterno, rugoso, secondo la legge di Gregory[137]). La lettura moderna non può esistere senza piega, senza quel momento di riflessione, di ri-piegamento che poi permette la moltiplicazione (multiplicare è etimologicamente multus-plicare, piegare molte volte). Legato alla piega, più ancora che alla paginazione, è il gioco di raddoppiamento recto/verso, bianca/volta, senza il quale, nota Manguel[138], non esisterebbe il testo a fronte, ovverossia il sostrato materiale della lettura comparata, interlinguistica e interculturale.
L’ebook in qualche modo cancella l’esperienza della piega configurando così un ritorno al volumen e a un’esperienza di lettura a scorrimento[139], in cui il testo fluisce senza potersi aggrappare a un’àncora fissa, se non ai segni che vi mette il lettore, anche questi destinati però ad essere trascinati nella risacca del testo. Attraverso la paginazione e la piega, il codex aveva, per la prima volta, reso visibile, dominabile a un colpo d’occhio, tutto il testo, che nel volumen era nascosto e arrotolato su se stesso[140]. Lo aveva portato alla luce, lo aveva fatto nascere, o rinascere. Oggi l’ebook torna a nascondere il testo, almeno fino a che non ci consentirà di coglierne le dimensioni, la consistenza e le caratteristiche con l’ausilio di strumenti che oggi ancora non conosciamo e che probabilmente non saranno più sottoposti al primato sensibile e intellettuale dell’occhio e della vista.
Note: [130] Sul ruolo della pagina nel volumen, nel codex e nell’ebook cfr. anche: ALBERTO MANGUEL, Al tavolo del Cappellaio Matto, Milano, Archinto, 2008, pp. 74-90. [131] GINO RONCAGLIA, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro, Roma-Bari, Laterza, 2010. [132] Ho notato che il numero di pagina è stato già re-introdotto nel software Amazon di lettura sul computer (Kindle for Pc) e ora anche nella versione 3.1 del software per Kindle-device. [133] Questo disorientamento è la prima sensazione riportata da tutti i lettori che iniziano a leggere ebook. Si vedano le risultanze dei focus group organizzati dalla Biblioteca di Cologno Monzese nell’ambito del progetto Books ebooks. Tra l’altro, la mancanza di paginazione determina anche molte difficoltà nella citazione di un passo letto sull’ebook. [134] Cfr. ANTONIO BASANTA REYES, La lectura, Madrid, CSIC : Catarata, pp. 153-169 e 180-181. [135] Intendiamoci: la liquidità non significa una perdita nella connotazione materiale del testo, ma una sua diversa connotazione. L’ebook, per esempio è un oggetto fisico molto caratterizzato, in un certo senso “ri-materializza” l’oggetto digitale: l’iscrizione materiale del testo, la sua “messa in forma” (DONALD F. MCKENZIE, Bibliography and the sociology of texts, Cambridge, U.K. – New York, Cambridge University Press, 1999, p. 18) avviene comunque, ma in modalità diverse, e riposa quasi tutta sulle spalle del lettore. [136] MICHEL MELOT, Libro, Milano, Edizioni Sylvestre Bonnard, 2006. La piega, dice Erri De Luca, rappresenta l’andatura del libro e il respiro della lettura (ERRI DE LUCA, Tre cavalli, Milano, Feltrinelli, 1999, p. 109). Cfr. anche: GILLES DELEUZE, La piega. Leibniz e il Barocco, Torino, Einaudi, 1990. [137] JACQUES-HUBERT SAUTEL e JULIEN LEROY, Répertoire de réglures dans les manuscrits grecs sur parchemin, Turnhout, Brepols, 1995, pp. 30-35. [138] ALBERTO MANGUEL, A Reader on Reading, New Haven, [Conn.], Yale University Press, 2010, p. 121. La pagina è insieme uno e due. Si veda il capitolo “Breve storia della pagina” nel libro citato (pp. 120-127). [139] Naturalmente questo ritorno al volumen e alla lettura di scorrimento non è un ritorno all’antico, perché totalmente diverso è il contesto: è un po’ quello che succede con la “seconda oralità” (WALTER J. ONG, Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola, Bologna, Il Mulino, 1986) che non ha niente a che vedere con la prima, perché presuppone e incorpora totalmente la civiltà della scrittura. È anche interessante osservare come l’ebook possa amplificare i due fenomeni contrapposti dello scorrimento e della interruzione: il primo attraverso il meccanismo della lettura di immersione, lineare e verticale, e l’altro attraverso la lettura desultoria di testi paralleli. Oltre alla pagina e alla piega, nell’ebook scompaiono i “margini”, come dice JOHN UPDIKE, The end of autorship, “New York Times Sunday Book Review”, 25-6-2006, e anche questo è un cambiamento gravido di conseguenze. [140] “La prima cosa di cui ci informa un libro di carta è delle sue dimensioni” (JOSÉ ANTONIO MILLÁN, Leer sin papel, “El País” (2009), 9-4).
Sono solo alcuni elementi di una mutazione che nell’ebook trova un punto di conferma e insieme di non ritorno[144]. La mutazione delle pratiche di lettura indica e implica un cambiamento del rapporto e della tensione tra lettura e pensiero, che è alla base della modernità e della stessa civiltà e cultura del libro. Una lettura sostituiva del pensiero, o un pensiero che avvenisse senza la mediazione della lettura, sarebbero il segno che nella mutazione si è perso l’essenziale di ciò che oggi chiamiamo lettura. Ma per ciò che possiamo vedere le possibilità di collocare la mutazione della lettura lungo la linea che unisce i due estremi, invece che annullarla ad uno di essi, sono ancora intatte. Convivenza e mescolanza di diverse pratiche di lettura appaiono come la risorsa principale cui attingere, senza cedere né alla rassicurante concezione per cui in realtà non sta cambiando niente (proprio perché cambia tutto)[145], né alla catastrofistica diagnosi della fine della storia (della lettura). I centocinquant’anni che abbiamo dietro di noi dimostrano piuttosto che la lettura è in grado di trattare i celebratori e i becchini nello stesso modo: con un’alzata di spalle, e l’occhio attento al rigo che verrà, dopo il clic.
Note: [144] Probabilmente siamo al tipping point, al superamento della soglia (MALCOLM GLADWELL, Il punto critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti, Milano, Rizzoli, 2000): MARIO ROTTA, MICHELA BINI e PAOLA ZAMPERLIN, Insegnare e apprendere con gli ebook. Dall’evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi, Roma, Garamond, 2010; DAVID L. ULIN, The lost art of reading. Why books matter in a distracted time, Seattle, Wash.; [Berkeley, Calif.], Sasquatch Books, 2010. [145] Sembra un po’ questa ad esempio la conclusione di KASSIA KROZSER, Reading in the Digital Age, or, Reading How We’ve Always Read (tr. it. Leggere nell’era digitale, o del leggere come abbiamo sempre letto), “Booksquare” (2010).
La penetrazione della dimensione del common nell’intimità dell’atto di lettura. Questo è il punto secondo me più controverso e più aperto di tutti. La lettura dell’ebook permette una presenza della comunità dei lettori molto più forte e soprattutto contemporanea e consustanziale all’atto della lettura. Mentre leggiamo un testo sull’ebook, una leggera sottolineatura ci avverte che un passo è stato sottolineato da centoventi altri lettori; un clic e possiamo vederne la lista; un altro e potremmo aprire una chat istantanea con uno di loro. Da un lato viene potenziata la dimensione sociale e condivisa della lettura; dall’altro questa sfera può divenire invasiva e può essere sfruttata anche a fine di controllo e di manipolazione. Basta pensare alla costante pervasiva tracciabilità che caratterizzerà le nostre letture: mentre leggiamo un rigo sull’ebook un motore di ricerca ci starà indicizzando, e potenzialmente l’informazione potrà a essere passata a chi vuole venderci qualcosa oppure a chi è interessato a sapere che cosa leggiamo e che cosa ne pensiamo. Ogni merce è anche un terminale intelligente del mercato, ma l’ebook, attraverso i suoi collegamenti con gli store di e-libri, vi aggiunge l’istigazione sistematica all’acquisto di impulso[141]. È vero che, teoricamente, la possibilità che questa invenzione del social reading (che secondo Kelly è paragonabile alla discesa dell’uomo sulla luna[142]) abbia un ruolo positivo o negativo è nelle nostre mani e dipende da come la sapremo gestire e regolamentare. Ma noi sappiamo anche che quando una tecnica permette certe possibilità qualcuno che le utilizzerà nel modo peggiore prima o poi ci sarà: non basta sapere che in ogni momento noi possiamo spegnere l’interruttore, disattivare la visione dei commenti altrui, negare il consenso ai motori di ricerca. La lettura ha già registrato il cambiamento, noi in qualche modo leggiamo in un brusio incessante che ha eroso la solitudine della lettura silenziosa. Leggiamo spesso sotto ricatto[143]. Possiamo sostenere che questo cambiamento è, comunque, già avvenuto e che, anche quando leggiamo un libro di carta, la platea del mondo, il coro dei lettori affini, dei consiglieri e dei critici è presente contumace accanto a noi. Ma l’effetto combinato dell’aumento quantitativo e delle nuove possibilità tecniche del social reading, cambia la qualità del fenomeno. Potrebbe arrivare il momento in cui la lettura costitutivamente richieda l’imbeccata continua dei link e dei tag: e il potere del lettore di “fare il suo testo”, che ora raggiunge il suo virtuale apogeo, si capovolgerà in una nuova più forte dipendenza.
Note: [141] Avete mai pensato ad esempio a come cambierà l’introduzione di un libro quando ad essa, attraverso il meccanismo dell’assaggio, del download dell’”example”, sarà affidato il compito di convincere l’acquirente che l’ha scaricata a comprare l’intero libro? (Così avviene già ora su Amazon e altri store digitali). [142] KELLY, Scan this Book!, cit, loc. 25. [143] Altro che la concorrenza tra prestito e acquisto di cui si è discusso ai tempi della campagna dei bibliotecari contro il prestito a pagamento e che oggi si ripresenta nelle enclosures di fronte al digital lending … La realtà sembra esattamente opposta: l’istigazione continua all’acquisto erode in modo sleale la sfera del prestito e del dono; colpevolizza il lettore che prende in prestito un libro o lo presta ad altri, impedendo di scorgere quanta maggiore condivisione transiti in un gesto di prestito rispetto a un gesto di acquisto e di consumo.
Per finire voglio toccare un punto che richiederebbe sicuramente una trattazione più estesa, ma che non può essere trascurato in ogni ragionamento che voglia fare i conti con la storia e lo stato della lettura in Italia. Mi scuso quindi per lo spazio ristretto che gli dedicherò e per il numero di questioni su cui sarò costretto a sorvolare o a dare per scontate.
Con l’avvento della lettura su supporti digitali e con la comparsa dell’ebook viviamo oggi una fase decisiva di transizione. È un processo che sembra piombarci addosso improvvisamente, cambiando la natura stessa degli oggetti e dei processi di lettura, ma che in realtà è strettamente legato a quello che è successo nei secoli passati e che abbiamo sin qui raccontato. Per un verso assistiamo al coronamento delle più avveniristiche utopie generate dal secolo dei lettori (basta pensare al sogno del controllo bibliografico universale, alla moltiplicazione e ubiquità degli accessi, alla possibilità di miniaturizzare e avere sempre a disposizione una biblioteca infinita). Per un altro, il trionfo della modernità si presenta, anche nelle sue capriole postmoderne che spesso si rivelano nient’altro che l’estrema metamorfosi del moderno, come una gigantesca vittoria di Pirro: tutto ciò che è solido svanisce all’aria e la modernità rivela il suo passo distruttivo e autodistruttivo e si ritrova avvolta in quel mito della caduta e della perdita[114] che è il rovescio di quello delle magnifiche sorti e progressive.
Così accade che il regno dell’abbondanza digitale rivela precocissime crepe e si capovolge rapidamente nel suo contrario: intorno a questa ricchezza presunta si dispiegano nuove recinzioni, come quelle rappresentate dalle forme oltranzistiche e autolesionistiche di un diritto d’autore che sembra aver definitivamente smarrito la vocazione rivoluzionaria e liberale delle origini[115]. Il controllo bibliografico universale rischia di trasformarsi da una sorta di esperanto della comunità dei lettori in strumento di tracciabilità e di controllo di testi e letture. Persino la censura rialza la testa. Il paradiso digitale si rivela inafferrabile o destinato a un beffardo contrappasso: quando lo tocchiamo, esso è molto diverso da come ci era stato promesso o da come l’avevamo immaginato. In un attimo l’abbondanza si trasforma in sovrabbondanza e in eccesso colposo: che ce ne faremo di questa strabocchevole quantità di fonti informative, di bit e di byte, se non solo non abbiamo tempo di leggere (questo diventa il problema minore), ma se non siamo più in grado di scegliere e discernere, perché privati e deprivati della capacità di decodifica e di confronto. E a volte nemmeno di stoccare e di conservare. Paradosso di un mondo dematerializzato, o rivincita degli atomi: la conservazione delle fonti digitali si rivela molto più problematica di quella delle fonti cartacee. E la morte del canone ha portato con sé anche la morte di ogni anticanone, così come la morte dell’autore non ha rappresentato affatto la liberazione del lettore, ma lo ha portato a fondo con sé.
Con l’avvento della xerox-civiltà e della “reprografia di massa” avevamo scoperto il temibile “effetto fotocopia”: trovavi un testo, dopo faticose ricerche, ci mettevi le mani su, lo fotocopiavi e poi lo dimenticavi, senza nemmeno leggerlo. Adesso c’è il download: basta scaricare, leggere è un optional. Nel Seicento i libri uscivano a fascicoli e dovevi andare a farteli rilegare di persona[116]: adesso clicchi e sono sull’ebook. Ma è vero guadagno? Ancora una volta decisivo si rivela il ruolo del lettore e del mutamento delle pratiche di lettura. Il semplice aumento della lunga coda[117], anche se teoricamente e tecnologicamente importantissimo, non basta. Occorre chiedersi se e come cambierà quella pratica che ancora chiamiamo lettura.
Note: [114] Cfr. JONATHAN FLATLEY, Affective mapping. Melancholia and the politics of modernism, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 2008, pp. 28-75. Sulla lettura e il postmoderno: EMANUELE TREVI, La lettura nella società postmoderna, “Italianieuropei”, 10, 2. [115] VANDANA SHIVA, Il mondo sotto brevetto, Milano, Feltrinelli, 2002; LAWRENCE LESSIG, Cultura libera, Milano, Apogeo, 2005; Idem, Il futuro delle idee, Milano, Feltrinelli, 2006. [116] LORETELLI, L’invenzione del romanzo, cit, p. 54. [117] CHRIS ANDERSON, La coda lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati, Torino, Codice Edizioni, 2007.
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nel ringraziarvi di nuovo per l’attiva e attenta partecipazione alla prima giornata del progetto “Educare alla legalità”, il 9 marzo scorso, in questa pagina trovate i file dei materiali che abbiamo distribuito nella cartellina.
Qui di seguito trovate Premessa, Antologia, Attraversamenti e proposte, e Filmografia: