Il caso italiano

Alla luce di quanto detto, sembra difficile non scorgere un legame di concatenazione necessaria tra alcune caratteristiche tipiche della storia italiana che la differenziano da quella europea: il ritardo nello sviluppo della modernità,[74] lo scarso radicamento della tradizione del romanzo [75] e i bassi livelli di lettura.[76] Tuttavia le cose non sono così lineari e [...]

La biblioteca e i lettori forti

Le pratiche di lettura dei lettori forti sono caratterizzate anche da alcune tipiche forme di possessività, diligenza e voluttà,[108] che li rendono possibili alleati delle istituzioni di pubblica lettura e insieme utenti difficili da conquistare e da soddisfare (e, per questo, doppiamente preziosi). Da un lato infatti essi, non essendo portatori di interessi specifici rivolti [...]

Il bagaglio dell’autodidatta

I lettori forti appaiono come la vera eccezione italiana. Essi sono importanti non solo e non tanto perché leggono qualche libro in più, ma perché affermano nei fatti che un altro modo di leggere è possibile. I lettori forti non sono caratterizzati dai titoli culturali [102] o dalla particolare studiosità della loro lettura. Non appartengono [...]

La differenza italiana

Sarebbe interessante esaminare quindi l’ipotesi che questa sorta di peculiarità si sia espressa proprio come “differenza italiana”. In modo analogo a quanto sostiene Roberto Esposito per la filosofia,[90] si può supporre che ciò che di specifico ha la vicenda storico-letteraria italiana, nasca proprio dalla sua scarsa vocazione nazionale.[91] Per questo è descrivibile in chiave di [...]

I lettori forti

I lettori forti (almeno 12 libri/anno) in Italia rappresentano una pattuglia quantitativamente limitata, come è inevitabile visti i livelli di lettura italiani: circa il 15,2% dei lettori (cioè di quelli che l’Istat definisce tali, ossia i “lettori di almeno un libro”, il che spesso equivale a dire di un solo libro)[96] e, quindi, circa il [...]

Un’educazione sentimentale

Alla base del romanzo c’è dunque la stretta unità tra lettura e pensiero: “i fatti del romanzo sono connessi in base ai meccanismi che regolano i processi mentali”.[63] Questa unità, inizialmente concepita in termini di “rispecchiamento”, si è poi rivelata molto più complessa, capace non solo di mettere in moto condizionamenti reciproci, ma di operare [...]

I lettori resistenti

Qui affonda le radici un’arretratezza ereditaria che ha condizionato anche il processo di formazione dello stato nazionale. L’unità di Italia non è stata, fino ad anni recenti, unità linguistica del paese,[85] e, ancora oggi, non è unità nei livelli di lettura e nei servizi di pubblica lettura. Siamo il paese in cui il “discorso bibliotecario [...]

Leggibilità del mondo e stabilità del testo

Al cuore della modernità della esperienza di lettura stanno due capisaldi: l’idea della leggibilità del mondo[35] e quella della permanenza e stabilità del testo scritto.[36] Il primo, pur essendo stato formulato da Blumenberg all’interno della sua metaforologia, è molto di più di una metafora. La religione della lettura moderna riposa sul postulato della leggibilità del [...]

Lettura e modernità

Ciò che è andato in scena nel secolo dei lettori è una gigantomachia senza precedenti, in cui la modernità è cresciuta sempre più su di sé fino a dimenticare le sue stesse origini, fino a rovesciare la rivendicazione dell’autonomia nella vulnerabilità di una interdipendenza totale. Quella del lettore moderno è stata, da molti punti di [...]

La biblioteca, tra offerta egualitaria e piacere privato

La diversificazione tra le due linee di lettura, quella retta dal principio universalistico dell’eguaglianza e quella retta dal principio egualitario della differenza, si è espressa sia nelle diverse pratiche di lettura, sia nella teoria. Le pratiche di lettura del primo tipo hanno spesso mostrato il prevalere dello scopo, della sistematicità, della capacità di massimizzare il [...]