Forestiero a Torino (ovvero newyorkese)

1955-1966

«Amo New York, e l’amore è cieco»

«La città che ho sentito come la mia città più di qualunque altra è New York. Una volta ho perfino scritto, imitando Stendhal, che volevo che sulla mia tomba fosse scritto “newyorkese”»

A distanza di quasi un decennio dal primo romanzo edito in Italia (Il sentiero dei nidi di ragno, 1947), dopo l’uscita del Visconte dimezzato (1952), Calvino esordisce all’estero, contestualmente alla pubblicazione delle Fiabe italiane (1956) e del Barone rampante (1957). Fra gli anni Cinquanta e Sessanta si afferma nel mondo principalmente per la produzione allegorico-fantastica, la sua opera si propaga in maniera massiccia: in Francia, Argentina, Inghilterra, Stati Uniti, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Romania, Bosnia, Russia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Estonia, Giappone, Germania, Spagna, Portogallo, Olanda, Brasile, e intanto in Italia escono I racconti (1958), I nostri antenati (1960), La giornata d’uno scrutatore (1963), Le cosmicomiche (1965), Ti con zero (1967). In questi anni, mentre dirige «Il Menabò», scrive importanti saggi, Il mare dell’oggettività (1960), La sfida al labirinto (1962), ma all’estero è conosciuto soprattutto come narratore.

«Io ho cominciato a esser tradotto nei principali paesi verso la fine degli anni Cinquanta; era un periodo in cui forse si traduceva più di adesso dappertutto, perché c’era più aspettativa per quel che poteva saltar fuori. Ma l’essere tradotti non vuole ancora dire essere letti veramente. È una specie di routine, anche all’estero un romanzo tradotto viene pubblicato in poche migliaia di copie, escono recensioni garbate sui giornali, il volume resta un paio di settimane in libreria, poi sparisce, ricompare a metà prezzo nei Remainders, poi va al macero. La gloria internazionale nella maggior parte dei casi vuol dire questo; anche per me per molto tempo è andata così»

«Tra i romanzi come tra i vini ci sono quelli che viaggiano bene e quelli che viaggiano male. Una cosa è bere un vino nella località della sua produzione e altra cosa è berlo a migliaia di chilometri di distanza. Il viaggiare bene o male per i romanzi può dipendere da questioni di contenuto o da questioni di forma, cioè di linguaggio»

<< indietro avanti >>

Lascia il tuo commento

 

 

 

Puoi usare questi tag

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> <img alt="" align="" border="" class="" height="" hspace="" longdesc="" vspace="" src="" style="" width="" title="" usemap=""> <map name="" id=""> <area shape="" coords="" href="" title="" alt=""> <p> <br>