Come si traducono i libri

Nelle storie della letteratura, comprese quelle scolastiche, a proposito di Vittorini e dei suoi rapporti con la letteratura americana negli anni Trenta, si insiste su due punti:
• insieme a Pavese, Vittorini contribuì a introdurre e a far conoscere in Italia gli scrittori americani contemporanei attraverso le traduzioni, la sua attività di consulente editoriale, la realizzazione dell’antologia Americana. Raccolta di narratori dalle origini ai nostri giorni (Bompiani, Milano 1941, 1942, nella collana «Pantheon»);
• che dalla letteratura americana Vittorini derivò non poche caratteristiche tipiche della sua scrittura e del suo modo di narrare da Conversazione in Sicilia in poi.
Qualcuno ha voluto individuare il motivo dell’interesse di Vittorini per gli americani nel clima di libertà e di vitalità presente negli Stati Uniti di Franklin Delano Roosevelt e del New Deal, che lo scrittore avrebbe contrapposto al clima soffocante e opprimente instaurato dal regime fascista anche nell’ambito dell’espressione artistica e letteraria.
In realtà questa interpretazione in chiave «politica» è frutto di una forzatura ideologica, di una deformazione ottica che sposta indietro nel tempo di non meno di cinque anni il momento della piena presa di coscienza politica di Vittorini, che non avvenne prima del periodo compreso tra il luglio 1936 e l’autunno 1937, data di inizio della stesura di Conversazione in Sicilia.
Altri, invece, hanno voluto ridimensionare, sminuire, quasi annullare il contributo «americano» di Vittorini: la paternità delle traduzioni, infatti, sarebbe da attribuire a Lucia Morpurgo Rodocanachi, una colta signora triestina trasferitasi in Liguria, prima a Genova e poi ad Arenzano, autrice di numerose traduzioni dall’inglese firmate poi, in sede di pubblicazione, da Montale, Vittorini, Gadda, Sbarbaro.
L’esame del materiale documentario custodito in varie sedi consente di delineare con precisione gli aspetti dell’attività con cui Vittorini è riuscito a portare in Italia da una parte e inizialmente i singoli libri, dall’altra e in seguito un’intera cultura, quella Americana. Un Vittorini non solo traduttore di libri, ma anche di culture. Il materiale documentario è costituito dalle lettere conservate presso Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, dalle lettere a Lucia Rodocanachi conservate nell’Archivio del Novecento in Liguria dell’Università di Genova, dalle lettere degli anni 1933-1943 pubblicate nel volume I libri, la città, il mondo (1985).
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