Oblomov di Ivan Gončarov

Oblomov di Ivan Gonc¡arove Bartleby, lo scrivano di Herman Melville sono molto simili, pur essendo le due opere diversissime per dimensioni e concezioni. C’è in entrambi una disobbedienza senza alternative, cieca, disperata, irritante.
Non mi ricordo quale critico ha detto, dopo aver letto Oblomov, che gli aveva fatto “lo stesso effetto che fanno certi vecchietti ciarlieri”, cioè di irritarlo. È vero: anche io ho trovato irritanti certi aspetti di quel romanzo. E contemporaneamente li ho trovati molto istruttivi. C’era un professore dei tempi del liceo che diceva: “Dovete apprezzare i professori asini più di quelli bravi, perché il professore asino sviluppa il vostro senso critico”. Bisogna apprezzare i libri che ci disturbano perché ci fanno scoprire qualcosa che è dentro di noi e che tendenzialmente non vorremmo guardare, non vorremmo contemplare.

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