Maus, il topo che sanguina storia

Fin dal primo numero, “Raw” pubblica a puntate Maus di Art Spiegelman, un romanzo così orgogliosamente a fumetti da fare continue dichiarazioni di appartenenza linguistica e visiva: la scansione ritmica subisce l’influenza di Harvey Kurtzman, l’antropomorfismo animale è mutuato da Krazy Kat di George Herriman, la fissità degli sguardi ricorda Little Orphan Annie di Harold Gray. Dimostrando grande coraggio, inoltre, Spiegelman sceglie il fumetto, il più diffuso tra i media della cultura bassa, per parlare dell’indicibile e rappresentare ciò che non può essere mostrato: la Shoah.


Art Spiegelman, Maus: E qui cominciarono i miei guai, 1992

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