Il fumetto “Cannibale”

All’inizio del 1977, per volontà del romano Stefano Tamburini, nasce “Cannibale”. Nel giro di pochi numeri (in tutto ne usciranno nove in poco più di due anni), la rivista raccoglie intorno a sé un gruppo di autori destinato a costituire una delle più interessanti avanguardie del fumetto italiano. Oltre a Tamburini, ci sono Massimo Mattioli, Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza e Tanino Liberatore. Dal punto di vista economico la rivista è un fallimento, ma le invenzioni grafiche e la qualità dei fumetti le garantiscono un successo immediato. Per un po’ “Cannibale” riesce a ritardare la morte editoriale incombente, sopravvivendo dapprima grazie a finanziamenti di Oreste del Buono e poi divenendo un supplemento del “Male”. Lo stato finanziario della rivista, però, rimane troppo precario, e i suoi animatori non sono disposti né a rinunciare alla propria autonomia né a ridimensionare il progetto. Nel luglio 1979, esce l’ultimo numero. Esattamente un anno dopo nasce “Frigidaire”.


Massimo Mattioli e Stefano Tamburini, Copertina “Cannibale” n. 1 (la copertina riporta il numero 3)

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