Gelido “Frigidaire”
“Frigidaire” è il frutto dell’incontro del gruppo di “Cannibale” con il giornalista Vincenzo Sparagna. La rivista ha una grafica algida e curatissima: dopo la felicità creativa e anche un po’ confusionaria profusa impaginando “Cannibale”, Tamburini si lascia conquistare da una sorta di rigore geometrico, che alla rivista fa molto bene. Il fumetto non è la componente predominante in “Frigidaire”. Ci sono articoli, servizi fotografici e reportage ispirati alle indagini del mensile francese “Actuel”. “Frigidaire” è un contenitore di sguardi sul mondo, alcuni dei quali a fumetti. Sono lavori caratterizzati da una grande vocazione narrativa, in contrasto con la deriva quasi esclusivamente grafica ed estetizzante che stavano allora prendendo le avanguardie del fumetto europeo. Sulle pagine di “Métal Hurlant”, il fumettista francese Moebius arriva a dire che “non c’è alcuna ragione perché una storia sia come una casa, con una porta per entrare, delle finestre per guardare gli alberi e un camino per il fumo. È assolutamente possibile immaginare una storia a forma di elefante, di campo di grano o di fiamma di cerino”. Senza lasciarsi sedurre dal gioco delle forme grafiche inusuali, e contemporaneamente senza cadere nell’infantilismo di molto fumetto seriale, “Frigidaire” è una miniera di storie ben costruite, attente al sentire contemporaneo.

Stefano Tamburini, Copertina “Frigidaire” n. 1, Novembre 1980
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