Anni di piombo sul “Giornalino”

Nel 1970, c’è una sorpresa per i lettori del “Giornalino”: sulle pagine del settimanale cattolico iniziano a essere pubblicate le avventure del “Commissario Spada”, disegnate da Gianni De Luca e sceneggiate da Gianluigi Gonano, un cronista de “La Notte”. Il tratto di De Luca è magistrale e preciso e i segni distintivi dell’autore sono evidenti su ogni pagina. A colpire, innanzitutto, è la precisione che l’autore dimostra nell’invenzione di personaggi espressivi e unici, nella fisionomia, nel movimento e nell’abbigliamento, anche quando sono destinati a “vivere” solo per una vignetta. C’è poi l’esasperazione di movimenti e fisionomie che, rielaborando il “Dick Tracy” di Chester Gould, dà ai personaggi una sfumatura insieme grottesca e realista. Infine, come una firma, ci sono i balloon geometrici che, non più nuvole sovrapposte alle immagini, diventano elementi funzionali innestati negli ambienti. Nel 1979, escono a puntate i tre episodi più importanti del ciclo di Spada: I terroristi, La grande confusione e La scelta. Il rapporto tra il commissario vedovo e il figlio Mario, molto problematico già fin dalle prime pagine, è metafora del divario tra due generazioni che non hanno più nulla da dirsi. In questo silenzio affettivo i dogmi incrollabili del poliziotto sembrano, almeno in parte, vacillare.


Gianni De Luca e Gianluigi Gonano, Il commissario Spada: La scelta, da “Il Giornalino”, 1979

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