Diabolik, il re del terrore
Nel novembre del 1962, appare in edicola il primo numero di “Diabolik”, un albo, per molti versi, rivoluzionario. L’ha inventato Angela Giussani, che ha trascorso una quindicina d’anni osservando l’acume imprenditoriale e la geniale cialtroneria del marito, l’editore Gino Sansoni. Da questa esperienza ha tratto una profonda conoscenza del mondo dell’editoria e ha maturato la capacità di ideare un prodotto in grado di rappresentare l’Italia nel momento in cui il miracolo economico, che sembrava destinato a rendere gli italiani sempre più ricchi e felici, finisce per rivelare tutta la sua fragilità. Angela Giussani, che in seguito sarà aiutata dalla sorella Luciana, ha intuito, guardando i pendolari frettolosi che scendono dai treni nella stazione ferroviaria di Milano-Cadorna, che non esiste un fumetto pensato specificamente per queste persone. “Diabolik” nasce per soddisfare questa esigenza inespressa, come agile tascabile sulle cui pagine si susseguono storie cruente al ritmo di due vignette per pagina. Il disegno e le inquadrature sono sempre semplicissimi, spesso scontati, ma il racconto mette in scena un criminale senza scrupoli che si fa beffe di polizia e società: il successo è assicurato. Dopo pochi mesi, nelle edicole iniziano ad apparire i primi emuli di Diabolik, che si lanciano in una corsa all’efferatezza per contendersi i lettori.

Brenno Fiumali, Copertina di “Diabolik” n. 1, novembre 1962
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