Come si scelgono i libri. Il caso Gattopardo

Il parere di lettura, che a prima vista può sembrare un testo semplice e quasi di routine, è in realtà un documento che porta con sé grandi conseguenze, perché decide della pubblicabilità o meno di un libro. Anche per questo motivo la scelta è sempre collegiale: si evita di prendere decisioni avventate e, diciamolo pure, enormi abbagli. E proprio di questo viene accusato Vittorini, di aver commesso un errore marchiano nel rifiutare il manoscritto del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, proposto alla Mondadori per la pubblicazione. Così quantomeno si esprime la vulgata. Ma come stanno davvero le cose?

Il manoscritto del Gattopardo arriva in casa editrice con una lettera accompagnatoria a firma Lucio Piccolo (che sponsorizzava l’opera) datata 24 maggio 1956. Il testo viene dato in lettura a tre consulenti mondadoriani (Adolfo Ricci, Sergio Antonielli e Angelo Romanò), che esprimono giudizi non del tutto negativi. Vittorini, che interveniva solitamente dopo i giudizi degli altri lettori e a partire da essi, formula il 22 ottobre 1956 il proprio parere: “Per i due primi lettori il lavoro manca soltanto di abilità; per il terzo di determinazione morale. Manca comunque di qualcosa che rende monco il libro pur pregevole. Non si può far capire all’autore che dovrebbe rimetterci le mani (e in qual senso)? Intanto restituirei avendo cura di assicurarci che autore rispedisca a noi appena fatta revisione”.

La nota manoscritta di Vittorini è illuminante per comprendere il nodo della questione, soprattutto in due passaggi: da una parte non vi è rifiuto, ma semplice restituzione perché l’autore possa rivedere il testo e rimandarlo in casa editrice (tanto che Vittorini sottolinea come il libro sia “pregevole”); dall’altra si evidenzia come il manoscritto debba ritornare in Mondadori “appena fatta revisione”. Non siamo certo di fronte a una bocciatura. Tutt’altro. Secondo Vittorini il libro vale, ma deve essere rivisto per poter essere pubblicato.

Piuttosto è lecito domandarsi cosa sia accaduto in seguito e perché l’invito di Vittorini non sia stato ascoltato, se in data 10 dicembre 1956 veniva spedita dalla casa editrice a Lucio Piccolo una lettera di rifiuto (piuttosto burocratica e di routine) che recitava: “i pareri dei nostri consulenti, sia pure favorevoli, non sono stati senza riserve, ragione per cui, tenuta anche presente la situazione dei nostri impegni, veramente gravosi, siamo venuti nella determinazione che non ci è possibile farci i presentatori dell’opera, sia pure con vivo rammarico”. Ma questa è una domanda destinata a restare inevasa, almeno fino a quando non si scopriranno nuovi documenti che possano far luce.

Ultima notazione che può contribuire a chiarire il quadro: il plico giunto in casa editrice consisteva soltanto di quattro capitoli del romanzo, e senza che se ne facesse minimo accenno, elemento che deve aver contribuito a far sembrare incompleto il testo. Il 10 ottobre ne arrivarono altri due, ma probabilmente non furono mai presi in considerazione.

In realtà Elio Vittorini sembra cadere nella recidività, quando, in qualità di direttore della collana einaudiana dei “Gettoni” rifiuta, questa volta sì, il testo di Tomasi. Ma la scelta rientra pienamente in una prospettiva editoriale, visto che il libro era stato proposto “per una collana fortemente personalizzata e attivamente sperimentale come I Gettoni, dalla quale Il Gattopardo era lontanissimo” [Gian Carlo Ferretti, La lunga corsa del Gattopardo, Torino, Aragno, 2008, p. 30].

Il testo vedrà finalmente la luce postumo, nel 1958, per Feltrinelli.












Per approfondire la vicenda si veda Gian Carlo Ferretti, La lunga corsa del Gattopardo, Torino, Aragno, 2008

<< indietro

Torna a > «Fare libri». Il lavoro in casa editrice

Lascia il tuo commento

 

 

 

Puoi usare questi tag

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> <img alt="" align="" border="" class="" height="" hspace="" longdesc="" vspace="" src="" style="" width="" title="" usemap=""> <map name="" id=""> <area shape="" coords="" href="" title="" alt=""> <p> <br>