Il redattore
«Quando il testo è stato completato dall’autore ed è giunto a uno stadio di elaborazione soddisfacente, viene affidato alle cure del redattore (interno o esterno), che ha il compito di accompagnarlo fino alla stampa, in accordo con l’autore e l’eventuale traduttore. In primo luogo il redattore dovrà preparare il testo per l’impaginazione, in base alla gabbia e alle specifiche di collana scelte per quel volume, procedendo poi all’uniformazione e alla revisione.
L’uniformazione ha l’obiettivo di dare al testo il massimo ordine possibile, preservando tutte le sfumature necessarie alla sua comprensione; è un’esigenza che risponde a necessità sia estetiche (la bella pagina) sia comunicative (offrire al lettore punti di riferimento stabili e non equivoci per facilitare lettura e consultazione). Nella decisione giocano un ruolo importante la logica, ma anche il gusto e la sensibilità.
Il redattore dovrà poi opreare una revisione (editing) del testo o della traduzione, completando l’opera dell’editor che l’ha seguito nella fase creativa. L’editing in primo luogo consiste nella “capacità di controllare e ricontrollare un testo in modo che non contenga, o contenga entro limiti sopportabili, errori di contenuto, di trascrizione grafica o di traduzione, là dove neppure l’autore se n’era accorto” (Umberto Eco, La bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000). [...] Nel caso di una traduzione, il redattore dovrà anche verificarne la fedeltà all’originale e la sua leggibilità. Accanto a questa funzione per così dire “terapeutica” nei confronti del testo, l’editing ne può avere una positiva, o propositiva: anche il redattore può suggerire all’autore interventi che migliorino il testo, sia nella struttura, sia nella scrittura.
Tra le doti principali del bravo redattore, ci sono la precisione, la sensibilità e il buon senso, e naturalmente una buona cultura generale. Chi fa l’editing di un libro deve mettersi nei panni dell’autore, o meglio al servizio del libro. Al tempo stesso, deve essere il suo primo lettore. Non deve imporre il proprio gusto e il proprio stile, deve piuttosto puntare alla coerenza del testo e insieme alla sua efficacia comunicativa.»
[Da Oliviero Ponte di Pino, I mestieri del libro, Milano, TEA, 2008]
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