STREEP: Comics Journalism e dintorni di Paolo Interdonato e Diana Santini
Comics journalism, giornalismo a fumetti: sembra una contraddizione in termini, tanta è la distanza tra i due elementi accostati nella definizione.
Il giornalismo racconta gli eventi poco dopo il loro verificarsi, senza aspettare che si traducano in quegli articolati rapporti di causa ed effetto che saranno poi analizzati con cura e precisione nei libri di storia. Il giornalismo documenta la realtà cercando di separare, non sempre con successo, i fatti dalle opinioni.
Il fumetto, invece, è una tra le più duttili forme di intrattenimento. Richiede pochissima tecnologia e permette la costruzione di universi, possibili e impossibili, capaci di formare, informare e divertire un pubblico molto vasto. Nella percezione comune, il fumetto oscilla tra l’ingenuità del giornaletto (popolato di animali parlanti, supereroi in costume e avventurieri senza macchia) e il libro dalla confezione pregiata che, indipendentemente dal valore dei contenuti, viene chiamato graphic novel.
Eppure, nonostante le profonde differenze, giornalismo e fumetto hanno percorso lunghi tratti di strada l’uno accanto all’altro, per raccontare la realtà in modi che stanno tra il reportage, l’autobiografia e il taccuino di viaggio. È una storia lunga e articolata, le cui origini, come spesso accade per le forme d’espressione umana, sono difficilmente databili.



[...] Streep si sviluppava intorno a una mostra (curata da me, con supervisione ed editing di Diana Santini e grafica di Annaluce Canali) dedicata al comics journalism: una traiettoria attraverso la storia del fumetto di impianto realistico in 40 pannelli densi (forse troppo densi) di parole e immagini. Ora, un estratto di quella mostra (sostanzialmente i testi introduttivi di ciascun pannello) viene pubblicato in 3 puntate sul Portaletture. Lo trovi qui. [...]