Valutare la Rete
Il terzo aspetto è di natura etica. Dobbiamo lavorare insieme ai ragazzi, nella scuola e in altri contesti, per acquisire una percezione etica chiara rispetto a determinati comportamenti che la Rete permette. Ascoltando le denunce di molti, sembra ormai assodato che YouTube – il più importante sito per la visione e la diffusione di filmati – sia all’origine di una nuova ondata di bullismo: siccome posso diventare famoso grazie a una prevaricazione, sono indotto a torturare il prossimo. Il problema piuttosto è che non abbiamo ancora chiarito che differenza c’è tra: una prevaricazione; filmare una prevaricazione; filmare una prevaricazione e diffonderne le immagini grazie a uno strumento che mi consente di raggiungere un pubblico potenzialmente enorme.
C’è quindi un ulteriore divario: quello tra chi ha le competenze per cominciare a riflettere su queste distinzioni e chi, soprattutto tra gli adulti, non può o non vuole farlo, preferendo addossare la responsabilità a YouTube e alla Rete.
Prima di parlare dello scrivere in Rete bisogna allora interrogarsi sulle competenze necessarie per colmare questi tre divari. Un grande studioso di Internet e Media Education, il professor Henry Jenkins, ce ne suggerisce dieci. Si tratta di abilità che si possono sviluppare anche off line, fuori dalla Rete, nel cosiddetto mondo reale, prima ancora che a scuola arrivino i computer.




