Funes, o della memoria di Jorge Luis Borges
Dicevamo prima che in Internet si trova una quantità di informazioni che supera le capacità del singolo. Ciò significa che occorre imparare a cercare, selezionare, ma soprattutto sintetizzare questi contenuti. Ancora una volta serve il multitasking per individuare quello che ci interessa, ma poi bisogna concentrarsi e sintetizzare. Invece molti ragazzi non sfruttano le potenzialità della Rete (si accontentano del primo risultato utile), non si concentrano su ciò che hanno trovato (lo copiano quasi senza leggerlo, in un’estensione del multitasking stesso, senza lasciare spazio a un altro tipo di attenzione), non sintetizzano le informazioni (incollano nella ricerca righe e righe di testo). La difficoltà di creare sintesi che non distruggano la complessità ma la rispettino, e la maledizione di non poter filtrare tale complessità, trovano una rappresentazione letteraria in un racconto di Jorge Luis Borges, Funes, o della memoria (contenuto in Finzioni), che ha per protagonista un uomo dotato di una memoria infinita, che sarebbe capace di ricordare il colore degli occhi e dei capelli di tutti voi, e le diverse tonalità di giallo sulla parete di fronte, e ogni altro minimo dettaglio della scena che ho adesso davanti a me.




