Essere in Rete di Wu Ming

Quando ho concordato il titolo di questo intervento, pensavo che avrei parlato di come la Rete sta modificando il nostro rapporto con la scrittura in generale e con la narrativa in particolare. Poi, riflettendo, mi sono reso conto che s’imponeva un piccolo tradimento, un passo indietro necessario se non volevo trascurare, peccando di leggerezza, tre aspetti fondamentali che precedono lo scrivere in Rete: essere in Rete, capire la Rete, valutare la Rete.

Oggi è in voga lo stereotipo della «generazione digitale», secondo il quale i ragazzi sarebbero tutti grandi esperti di Internet. Credo sia uno stereotipo fuorviante. Un conto infatti è scaricare musica, conversare in chat, interrogare un motore di ricerca, un altro è usare la Rete come strumento di partecipazione. Un conto è aggirarsi in Internet come dentro un supermercato, un altro è farne il trampolino che ci permette di volare oltre il ruolo e l’identità di consumatori, al di là della scelta binaria acquisto/non acquisto, ascolto/non ascolto. Non siamo più soltanto audience.

Questo essere in Rete non è innato e nemmeno automatico: esiste un enorme divario tra chi utilizza il mezzo in modo passivo, come si fa con la televisione, e chi invece ne sfrutta appieno le potenzialità. È questo il vero digital divide, non l’insufficienza dei collegamenti in fibra ottica o la mancanza di un’aula informatica in molte scuole del paese. Sarebbe come dire che l’analfabetismo è un problema di diottrie: diamo gli occhiali a chi non ci vede bene e risolviamo la questione. Ma saper leggere e scrivere è prima di tutto un problema di competenze (non bisogna solo riconoscere le lettere, ma anche interpretare i significati delle parole, delle frasi complesse). Naturalmente, se uno non ci vede bene, gli devo dare gli occhiali prima di insegnargli l’alfabeto; se una scuola non ha i computer, bisogna trovare i fondi per acquistarli, diffondere la banda larga. Ma poi rischiamo, mentre annunciamo le magnifiche sorti e progressive della nuova Era della Partecipazione, di creare una nuova massa di esclusi: quelli che non hanno le competenze necessarie per essere in Rete.


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