300 di Frank Miller

Tutto in Rete è transmediale, le narrazioni si sviluppano attraverso diversi media, è difficile trovare un testo puro e semplice. Quando lo stesso contenuto è veicolato da più mezzi contemporaneamente (testi, immagini, video, musica) si parla di multimedialità. Quando invece una narrazione si espande, ed è costituita in parte da un testo, in parte da un fumetto, in parte da un video, in parte da immagini, eccetera, si parla di transmedialità. Quest’ultima sta diventando una vera e propria categoria estetica, non è più soltanto un meccanismo narrativo o una strategia di marketing.

In Matrix, ad esempio, questo aspetto è portato all’esasperazione: ci sono pezzi del secondo e del terzo film della serie che non sono comprensibili per chi non abbia terminato il videogioco o non abbia letto il fumetto di Matrix. Un esempio interessante da analizzare è quello di 300: un fumetto di Frank Miller con un messaggio politico piuttosto chiaro, e anche un film di Zack Snyder, ma prima di tutto l’epopea, raccontata da Erodoto, dei trecento spartani guidati da Leonida contro l’esercito persiano di Serse. Osservare come il materiale mitologico viene tecnicizzato dal film e dal fumetto non è solo un ulteriore esercizio rispetto all’appropriazione di cui si parlava prima, ma anche un modo per ragionare, appunto, su cosa succede a una storia quando cambia il mezzo con cui viene raccontata.

Una guida utile, in questo percorso, può essere una lezione tenuta dal mio socio Wu Ming 1 al Dams di Torino, reperibile all’indirizzo: http://www.wumingfoundation.com/italiano….


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