I Malavoglia e Il Gattopardo
È un buon metodo, e un lavoro estremamente interessante, mettere a confronto il testo originale con le versioni cinematografiche. Esaminare ogni singola scena e vedere come sensibilità ed epoche diverse la leggono, a partire dalle parole, dalle luci, dalle atmosfere. Vedere come la trama viene piegata alle esigenze di ciascuno, comprendere in che modo un testo «classico», che anche in noi ha lavorato nel profondo, possa avere esercitato un effetto sull’espressione altrui.
Per molti è stato così. Luchino Visconti racconta I Malavoglia, nel suo magnifico La terra trema, riuscendo a restituire quanto e più di Giovanni Verga la grama vita di ogni giorno, il combattimento quotidiano con un mare avaro e la lotta per la sopravvivenza. E ci dà un esempio straordinario di cinema neorealista.
Quando, in una fase successiva, il suo cinema sarà più attratto dall’aura delle epoche decadenti, e la messa in scena cercherà ambienti ricercati da restituire in dettagli virtuosistici, troverà Il Gattopardo, romanzo della Sicilia nobile e immobile.







