Sulle Alpi Bartali cede al troppo potente Coppi di Dino Buzzati
Partiamo da un grande scrittore, Dino Buzzati, che nel 1949 fu giornalista sulle strade del Giro d’Italia, come inviato speciale del Corriere della Sera.
Giornalista a modo suo, ovviamente, pronto a scomporre e ricomporre la cronaca con la fantasia, attraverso un paese che mostrava ancora le ferite della guerra (in uno dei servizi più felici, raccontando il passaggio del Giro a Montecassino, Buzzati evoca i fantasmi delle case bombardate). La corsa ciclistica vive agonisticamente del duello Coppi-Bartali, gli eroi che a quell’epoca spaccarono l’Italia in due: da una parte Fausto, il Campionissimo, che fece scandalo con la sua Dama Bianca; dall’altra il cattolico Gino, che un anno prima aveva rappacificato gli italiani, sull’orlo della guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, trionfando al Tour de France.
Il racconto che propongo è la resa dei conti tra i due ciclisti sulla montagna dell’Izoard, un confronto che Buzzati trasporta in una dimensione epica. Davanti alla capitolazione di Bartali, l’autore del Deserto dei Tartari ritorna indietro di trent’anni: «Trent’anni fa, vogliamo dire, quando noi si seppe che Ettore era stato ucciso da Achille». Il racconto s’intitola Sulle Alpi Bartali cede al troppo potente Coppi, ed è contenuto nel volume Dino Buzzati al Giro d’Italia.









