Maracanã, addio di Edilberto Coutinho
Dell’addio, molto più tragico, di un calciatore parla il brasiliano Edilberto Coutinho nel racconto che dà il titolo alla raccolta Maracanã, addio.
Il Maracanã di Rio de Janeiro è lo stadio più famoso del mondo, il tempio del calcio brasiliano – un calcio che per tradizione, campioni e vittorie non ha rivali. Anselmo, il protagonista, ripercorre la triste parabola di tanti campioni brasiliani: dai gol e dal successo all’oblio e all’autodistruzione con l’alcol, per l’incapacità di sopravvivere alla propria fama e accettare un’esistenza «normale».
In un Maracanã deserto e buio, col solo guardiano a fare da spettatore, Anselmo, ubriaco, ripete per l’ultima volta l’azione che tanti anni prima lo aveva reso famoso. È tornato nel suo stadio come il professore dell’Angelo azzurro era tornato alla sua vecchia cattedra. L’uno e l’altro rovinati da passioni esagerate.









