La guerra del football di Ryszard Kapuściński
In Sudamerica la connessione tra calcio e politica è più forte che altrove: lo stadio spesso è circo per gente senza pane, e voce di un nazionalismo più o meno ottuso. Ryszard Kapuściński, con un registro profondamente diverso rispetto agli autori precedenti – quello del reportage giornalistico –, racconta la guerra che scoppiò nel 1969 tra Honduras e Salvador per problemi di emigrazione e di confini, e la cui scintilla furono le tensioni di una partita tra le rispettive nazionali di calcio.
La guerra del football è come una spietata e dettagliata fotografia scattata dall’irrequieto giornalista polacco, che conclude con amarezza: «La guerra terminò con una tregua. La frontiera rimase la stessa. [...] I due governi sono rimasti soddisfatti della guerra, perché per qualche giorno Honduras e Salvador hanno riempito le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. [...] I piccoli stati del terzo, quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Triste ma vero».








