L’angelo di Coppi di Ugo Riccarelli

Torniamo a casa anche noi col racconto che Ugo Riccarelli dedica a un campione che abbiamo già incontrato: Fausto Coppi. L’angelo di Coppi dà il titolo a una serie di delicati ritratti di personaggi del mondo dello sport. Se Buzzati ci aveva presentato il Campionissimo durante una delle sue imprese più celebrate, Riccarelli lo sorprende lontano dalle cronache.

Coppi è a casa sua, a Castellania; pedala sulle strade di sempre per l’allenamento quotidiano, quando s’imbatte in un giovane sconosciuto, un biondino che pur avendo una bici molto meno professionale della sua va molto più forte di lui. Il Campionissimo, punto nell’orgoglio, prova a inseguirlo, a superarlo, ma il biondino lo stacca con una facilità disarmante.

La stessa scena si ripete nei giorni seguenti, finché Coppi decide di seguire il ragazzo misterioso, ritrovandosi così in una casa povera, dove nella penombra s’intravede una figura quasi mostruosa: il fratello deforme del giovane. Quel ragazzo malato è un grande tifoso di Coppi. Un incontro commovente, e un presagio di dolore: il Campionissimo sta per partire per l’Africa, dove si ammalerà mortalmente di malaria.

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