Il tema di Antonio Skármeta
Antonio Skármeta ci porta nel Cile della dittatura. Pedro è un bambino di nove anni bravo a giocare a calcio. Il pallone è gran parte del suo mondo. Gli hanno detto: «I bambini non hanno parte politica. I bambini sono semplicemente bambini. I bambini della tua età devono andare a scuola, studiare molto, giocare a sazietà ed essere affettuosi con i genitori».
Ma il mondo dei grandi fa irruzione un pomeriggio durante una partitella al parco. Tutti si fermano a osservare il papà di Daniel che viene portato via dai militari. Daniel spiega: «Mio papà è contro la dittatura». Pedro non sa che cosa significhi la parola «dittatura», e ha inizio così la sua presa di coscienza.
Quando un militare si presenta in classe e chiede ai bambini di raccontare in un tema che cosa fanno a casa i genitori e quali persone incontrano, sperando in questo modo di strappare involontarie delazioni, Pedro non scrive che i suoi genitori ascoltano una certa radio a volume basso, ma s’inventa che ogni sera giocano a scacchi. A nove anni ha trovato il suo modo di combattere la dittatura.
Il tema fa parte della raccolta Cuentos de fútbol, che contiene anche racconti di Soriano e Galeano, e si apre con un prologo di Jorge Valdano, ex attaccante dell’Argentina campione del mondo nel 1986. Valdano firma anche l’ultimo, divertente racconto. Mettere in squadra un campione del mondo fa sempre comodo.









