Il rigore più lungo del mondo di Osvaldo Soriano

Spostiamoci in Argentina e alleggeriamo l’atmosfera con la festosa immaginazione di Osvaldo Soriano. Il rigore più lungo del mondo è considerato da molti il più bel racconto sul calcio. Tra i molti, con grande umiltà, mi schiero anch’io.

L’Estrella Polar è la squadra di un paesino sperduto nella Valle del Río Negro, abituata da sempre alle zone basse della classifica. Ma quell’anno, per ragioni incomprensibili, si trova a lottare per il titolo col Deportivo Belgrano, l’eterno campione, la Juventus della situazione. Il paese impazzisce d’orgoglio per i suoi improbabili eroi. Al cinema le ragazze permettono ai calciatori carezze anche sopra le ginocchia. Il campionato si decide con lo scontro diretto.

Herminio Silva, arbitro epilettico che vende biglietti della lotteria, all’ultimo secondo di gioco regala un rigore ai potenti del Belgrano, ma viene steso da un pugno. Partita sospesa: il rigore dovrà essere battuto la settimana seguente. Il più lungo del mondo, appunto. Se el Gato Díaz parerà il tiro diventerà un eroe agli occhi della rubia Ferreira, di cui è perdutamente innamorato, e per una volta non trionferanno i potenti e i corrotti.

Quella settimana di attesa è la metaforica speranza di un continente intero. Il titolo originale della raccolta è Cuentos de los años felices, e suona molto più dolce della versione italiana: Pensare con i piedi. Verrebbe da dire che anche quella è stata pensata con i piedi…
rigore

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