Cinquanta bigliettoni di Ernest Hemingway
Frequentò intensamente il giornalismo anche Ernest Hemingway, che si affacciò alla letteratura attraverso il genere della short story. Da I quarantanove racconti pesco una storia di boxe: Cinquanta bigliettoni.
Jack Brennan, pugile di buon livello a fine carriera, si prepara all’ultimo incontro sul ring. L’avversario è più giovane e più forte. Jack sa che perderà. Ne è così convinto che scommette «cinquanta bigliettoni» contro se stesso. Ha in mente una resa dignitosa e un buon incasso prima di cambiar vita. Sul ring però si accorge che l’avversario gioca ancora più sporco: evidentemente anche lui ha tutto l’interesse a non vincere. Così, per riuscire a perdere e a mettersi in tasca i cinquanta bigliettoni Jack dovrà dimostrarsi più eroico di quanto sia mai stato in tutta la sua carriera. Il racconto è intessuto da dialoghi fitti, con battute secche, come pugni in un corpo a corpo a centro ring.
In tutte le squadre capita che ci siano due giocatori in lotta per una sola maglia. Ho scelto Hemingway, ma meritano una rapida citazione anche i bellissimi racconti di boxe di Thom Jones, che è stato bidello, pugile e marine in Vietnam. Due titoli su tutti: Sonny Liston era mio amico e Il pugile a riposo.









