Dove Vederli
Fin dal principio il Canada si è affermato come Paese sostenitore dei booktrailer. La pioniera nella realizzazione e promozione degli spot librari Judith Keenan, fondatrice della canadese BookShorts che produsse il primo nel 1994, ha affermato che il prodotto avrebbe aperto nuove prospettive allíeditoria, come il videoclip aveva fatto nell’ ambito musicale. Tra i principali finanziatori però, oltre alle case editrici, annoverava le televisioni e soprattutto il governo canadese. Le sovvenzioni statali le hanno permesso di concedersi il lusso di produrre booktrailer sofisticati, girati addirittura sul costoso supporto della pellicola e commissionati a videoartisti noti. Questo “privilegio” le ha consentito di avere prospettive completamente diverse. Per la Keenan il booktrailer non è solo una risorsa commerciale dellíeditoria, ma un vero e proprio contenuto d’intrattenimento per canali tematici televisivi o siti internet realizzati ad hoc.
In Italia, qualcosa di vagamente simile si ritrova nella televisione internet di Alessandra Casella o nei booktrailer realizzati nel 2007 da Rai Educational per la trasmissione Cult Book di Stas Gavronsky, in onda sul canale satellitare , prodotti in cooperazione con un laboratorio indetto dalla Biblioteca Comunale di Firenze. L’obiettivo è ambizioso: promuovere la lettura, inserendola nel contesto di un mondo sempre più multimediale. A questo scopo nasce il portale europeo dei booktrailer della Keitai, una società di produzione e distribuzione per i contenuti di nuovi media, che si propone quale punto d’incontro tra il lettore e l’editore del terzo millennio. Il 22 aprile 2007, in occasione della Giornata del Libro, le librerie Fnac hanno proiettato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano alcuni booktrailer appositamente commissionati, per trasmetterli in seguito nei propri punti vendita di tutta Italia. In questo caso, bisognerebbe interrogarsi se il booktrailer non eserciti una funzione pleonastica, visto che l’utenza a cui si indirizza è già di per sé un pubblico che frequenta le librerie. Personalmente, riteniamo che forse il booktrailer potrebbe avere una funzione più efficace se utilizzato in canali alternativi, non soltanto confinati a Internet. Pensiamo per esempio agli schermi posizionati sugli autobus o in metropolitana e, ancora di più, a quei luoghi di transito come le stazioni, gli aeroporti, gli autogrill, persino i centri commerciali. Ambiti dove forse sia possibile sedurre una clientela eterogenea offrendo un libro come prodotto di consumo, ma con una formula che lo differenzi dalle altre merci. D’altronde, in questo caso è evidente che sarà necessario fare delle preliminari scelte estetiche di qualità, investendo su un potenziale prodotto visivo di alto livello che potrebbe accompagnare l’esperienza della lettura, affiancandosi ad altre strategie editoriali.






Vorrei segnalare anche http://www.trailerlibro.it, un portale che consente ad autori ed editori di caricare gratuitamente i propri booktrailer. Lo staff di Trailerlibro realizza, su richiesta, trailer secondo tecniche diverse (questi, naturalmente, a pagamento).