Pillole blu di Frederik Peeters
Lo svizzero Frederik Peeters è un autore consapevole, capace di affermare che il racconto a fumetti debba essere realizzato “il più velocemente possibile rimanendo attento e teso, così da far uscire il giusto e l’essenziale”. E ancora: “Una vignetta è un segno emozionale e informativo nel mezzo di un groviglio concatenato di segni, non un quadro autonomo. Cerco di lavorare il fumetto come una scrittura unica, non come un mix di generi scomposti”.
E in questa sua ricerca del giusto e dell’essenziale, Peeters ci travolge con un’onestà spudorata. Prendiamo, per esempio, Pillole blu un lungo racconto che, sebbene l’autore dichiari che il fumetto è un composto di bugie che seleziona ed elabora gli eventi perché diventino interessanti, è scopertamente autobiografico.
Si tratta della semplice storia del rafforzarsi dell’amore tra Frederik, Cati e il bambino che lei ha avuto da una relazione precedente. A rendere tutto più dannatamente complesso c’è la sieropositività di madre e figlio. Un viluppo complesso di emozioni che si annodano attorno alla tranquillità dei ritmi del quotidiano. Una tempesta di sentimenti, “passione pietà desiderio fuga rigetto possesso disgusto punizione tristezza abuso”, rimbomba in tutto il libro, travolgendo il lettore, e si rende evidente in una pagina indimenticabile. Ed è proprio questo vortice emotivo, annodato a una cascata di quotidianità diversa, a scandire la vita di Peeters in una narrazione che procede con grande spontaneità. Lasciamo che sia l’autore a dircelo: “Ho deciso di affrontare le Pillole blu dopo un libro […] lungo e pesante, e alla fine il mio disegno si era ‘raffreddato’ perché avevo dimenticato di disegnare con le mie emozioni interne. Per ritrovare queste sensazioni ho quindi deciso di divertirmi a raccontare qualcosa di più vicino a me, obbligandomi a lavorare senza sceneggiatura e senza matite. All’inizio era giusto per fare un’esperienza nuova. Ma la mia vita affettiva era abbastanza complessa, e mi sono reso conto che questo esercizio sollevava diverse domande e voglie… […]. Ogni pagina e ogni pensiero assomigliavano ai gradini di una enorme scala. Senza che nemmeno me ne rendessi conto”.

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meraviglioso pillole blu… lo sto leggendo,e devo portarlo a un esame… mi ha aperto un mondo,di sensazioni e di consapevolezza…