Ken Parker: Adah di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo
Nel 1977, lo sceneggiatore Giancarlo Berardi e il disegnatore Ivo Milazzo realizzano Lungo fucile, il primo episodio di Ken Parker. Chi legge quelle pagine percepisce immediatamente quanto la serie sia diversa da tutte le altre pubblicate dalle case editrici che afferiscono alla famiglia Bonelli (che in quel momento ha scelto di differenziare i marchi e di agire sotto più etichette).
Certo, dopo la nascita del Tex di Gianluigi Bonelli (1948), c’erano state un paio di piccole rivoluzioni volute dal figlio Sergio: l’avventura intrisa di fantastico di Zagor (1961) e la rottura dei dogmi dell’eroismo – principalmente alcol e sesso – di Mister No (1975). Ma Ken Parker è proprio un’altra cosa.
I due autori sono cresciuti e si sono formati, in una città come Genova, particolarmente sensibile agli equilibri sociali più delicati, respirando lo spirito dei tempi. Il loro personaggio, Ken Parker, pur essendo ambientato nella seconda metà del XIX secolo, vive da contemporaneo dei suoi lettori ed è capace di offrire le stesse chiavi di rilettura della storia dalla parte degli oppressi che trasudano da film western coevi, quali Un uomo chiamato cavallo di Elliott Silverstein (1970), Soldato blu di Ralph Nelson (1970), Il piccolo grande uomo di Arthur Penn (1970) e Corvo rosso non avrai il mio scalpo di Sydney Pollack (1972).
Nel febbraio del 1982 esce Adah, quarantaduesimo episodio di Ken Parker. Berardi e Milazzo, che stanno mantenendo la serie a un livello qualitativo straordinario nonostante le scadenze rese pressanti dalla periodicità mensile, hanno ormai reso evidente ai lettori la diversità del loro personaggio: Ken invecchia, cambia e matura. Solo per fare un esempio, tra il primo e il secondo numero si è addirittura tagliato la barba, rendendosi irriconoscibile in un mondo di narrazioni semplificate e consolatorie in cui è impensabile che il protagonista si cambi la camicia.
In Adah, Ken – il personaggio il cui nome campeggia a chiare lettere in testata – quasi non c’è: appare nelle ultime venti pagine di un albo che ne conta un centinaio. Si racconta una vita di schiavitù e liberazione, politica reale e violenza, amori traditi e prostituzione. Dovendo dichiarare le fonti, Berardi cita, tra gli altri, Storia popolare degli Stati Uniti di Leo Huberman e Storie di soldati di Ambrose Bierce, Pelle nera di Donatella Ziliotto e Memorie di una maitresse americana di Nell Kimball.
Adah è una storia complessa in cui si parla con coraggio e sfrontatezza di amore. E in cui il protagonista interviene, come deus ex machina, per risolvere il racconto e per catalizzare una trasformazione. Una reazione dovuta principalmente alla profonda umanità di Ken. Usando le parole di Adah, unica e vera protagonista dell’albo: “Non c’era arroganza nel suo sguardo. Se mai, la dolorosa partecipazione di chi ha vissuto i momenti drammatici della vita e riesce ancora ad amarla”.
















che piacere ritrovare ken parker citato in una bibliografia… e proprio quel racconto che mi aveva emozionato più di 20 anni fa!
vado a rileggerlo volentieri e mi è venuta voglia di cercare anche gli altri testi!
complimenti a chi ha compilato il percorso per la sensibilità dimostrata nelle scelte
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Can someone write me who is the copyright Ken Parker comics. I would like to contact them.