Il libro è forse uno dei regali più personali e difficili da fare, perché da un lato racconta una parte di te, dall’altra dimostra quanto bene conosci la persona cui lo stai donando. Spesso in aiuto viene la prima pagina bianca, quella da sempre deputata alla dedica
Pennac afferma che “leggere” non sopporta l’imperativo. Ma il bibliotecario (il mio mestiere), che non è editore, né scrittore o libraio, e neanche critico letterario, si trova obbligato, al cospetto di un giovane utente magari alto non più di una spanna del bancone, a declinare il fatidico verbo. L’uso del condizionale, in forma interrogativa (“Scusa, [...]


